Il matrimonio marocchino marocchino

Quello che vi avevamo raccontato era la versione depurata, ora la questione diventa seria. Perché il matrimonio marocchino è una faccenda impegnativa, anche da raccontare.

Tra i cento invitati, eravamo sicuramente i più chiacchierati perché “diversi”. Nessuna connotazione negativa, semplicemente la sana e giusta curiosità che regna tra questa gente.

I preparativi del matrimonio non sono lunghissimi, qui le cose si sbrigano in fretta, lo sposo e la sposa non hanno tempo da attendere. Scordiamoci i tempi biblici di un matrimonio italiano. Un mese e tutto è fatto, dagli abiti, alla location, agli inviti.

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Ma andiamo per gradi.

Ore 23.00. Arriviamo al luogo del matrimonio, nella sala delle feste, così mi viene da definirla, nel quartiere di Berrima, nella zona sud della Medina. Sì, il matrimonio avverrà di notte.

A grandi tavolate rotonde siedono i colorati ospiti. Vestiti a festa. Le donne truccate a dovere, tacchi vertiginosi e acconciature studiate. La sposa, in attesa del suo sposo, è attentamente sistemata sul trono in fondo alla sala mentre alcune donne le dipingono mani e piedi con l’henne. Sempre le stesse donne, le cerimoniere, si lanceranno in grida e fischi a intervalli regolari durante tutta la cerimonia.

Lei, la sposa, è vestita con un caftano verde tutto decorato, come il trono. Poi si cambierà con un caftano bianco e il trono con lei, poi uno rosso e infine blu. Gli abiti sono a noleggio. Ci rincuora.

Lui, lo sposo, arriva con un corteo e veste all’europea. Bacia la sua sposa sulla fronte. Non riesco a smettere di pensare che forse quello è uno dei primi baci tra i due. Per adesso sono solo conoscenti.

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Vengono rimbalzati in giro per la grande sala con una portantina retta da quattro forzuti ragazzi.

Ore 00.30. Sono serviti frullati di frutta e dolcini vari. Iniziano le danze. C’è una vera e propria band. Il cantante e leader del gruppo incita la gente a ballare e cantare. Ci abbiamo provato anche noi, il risultato si può facilmente intuire.

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Ore 02.00. È tempo di banchettare. Per cominciare un bel vassoio con quattro polli arrostiti al limone confit viene posizionato al centro del tavolo. Ci rimbocchiamo le maniche e ci tuffiamo nel piatto. Buono, buonissimo.

Si continua con una tanjia di manzo, prugne secche e mandorle per terminare con frutta fresca.

Ore 03.30. Ci vengono regalate le bomboniere. Niente confetti, ma patisserie maroccaine.

Ore 03.45. Passa tra i tavoli il fotografo con gli scatti della cerimonia. Prendiamo qualche foto, ovviamente. E quando ricapita?

Ore 04.00. Ricominciano le danze e noi andiamo verso casa.

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Solo adesso, dopo qualche giorno, riusciamo a raccontare la notte passata. Tra un film di Bollywood e un travolgente racconto di paesi lontani.

Noi sulla Nuvola del Lavoro – Corriere della Sera

Vi riportiamo qui di seguito la nostra intervista per il blog La nuvola del lavoro del Corriere della Sera. Ringraziamo Giulia Cimpanelli che ha preso a cuore la nostra storia raccontata tra una tajine e un tè alla menta nella Medina di Marrakech.

Questo il link: http://nuvola.corriere.it/2015/04/24/elena-e-antonio-expatriate-in-marocco/

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Cose serie, altro che arte contemporanea!

IMG_3980Ok bella l’arte, il sapere e compagnia bella. Ma dopo un volo di 3 ore e mezza dall’Italia, una volta che vi siete sistemati in albergo, sono le 7 (in italia le 8), qual è la prima cosa a cui pensate? Le cose da vedere certo…fatemi il piacere! Ovviamente è dove andare a mangiare qualcosa, possibilmente senza incappare nel benvenuto africano. Premessa: potete andare in giro anche con una mascherina anti smog, se il benvenuto africano vi ha puntato non ci sono santi, a letto e normix come se non ci fosse un domani.

Torniamo al punto. Dove mangiare. Per fortuna dopo qualche mese, io e Elena un po’ di posti li abbiamo girati, non tutti ma abbastanza per darvi qualche consiglio. Cominciamo.

Tubkal: il mio primo amore. Quando Elena ha cominciato a lavorare al Riad e io ero tutto solo all’ora di pranzo, per le prime settimane il Tubkal è stato il mio rifugio. Si trova in piazza Jamaa el fna, se arrivate da Riad Zitoun jdid, l’ultimo sulla sinistra. Potrete mangiare i piatti tipici marocchini, tajine, keftà, brochette, etc… Io vi consiglio la tajine di verdure e la tajine di pollo. A fine pasto non può mancare uno yogurt, veramente buono. Il servizio è molto cordiale ma decisamente poco ortodosso, si va per le spicce, i tovaglioli sono pezzi di carta, con tre-quattro euro fate un bel pranzetto compreso di bibite.

Le Salama: qui ci siamo resi conto che Marrakech non è tutta economica. Infatti i prezzi sono in linea con quelli europei. Bel locale, un po’ troppo buio per i miei gusti. Ottime le brochette e la la pastilla di pollo. Nota a margine: la pastilla di pollo è tipo uno strudel al pollo, un sapore difficile da accettare perché c’è un forte contrasto dolce salato, ma a me piace. Tornando al ristorante, la scelta dei vini è apprezzabile, il servizio buono. Consigliato.

Al Jawda: per la colazione non c’è posto migliore. proprio all’entrata del Souk potrete gustare un succo d’avocado e dei dolci…peccaminosi è dir poco!

OscarProgress: una trattoria specialità carne. In questo posto, molto alla buona, potrete gustare spiedini e polpette a un prezzo ridicolo. Lo so ci starebbe una birretta ma il locale segue le regole halal. La prima cosa di cui mi sono innamorato sono le tovaglie di plastica e il rotolo di scottex centrale sui tavoli. Mitico!

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Bahria: uno dei miei posti preferiti. Se abitate a Milano conoscerete Pescetto, dove si sceglie il pesce, si paga a peso e si decide le modalità in cui farselo preparare. Stessa cosa per questo locale. Al banco scegli i pesci e se farli grigliati o fritti (spendendo un terzo). Anche qui conduzione alla buona, tovaglioli di carta e così via…ma ne vale davvero la pena! Giorni consigliati per andarci: martedì e sabato. Lo so, col pesce ci starebbe una bollicina ma anche questo locale segue le regole halal, non si può avere tutto.

Tanjia: bella atmosfera, stupenda terrazza. Abbiamo mangiato un’ottima tajine di agnello e albicocche. Chicca: spettacolo di danza del ventre (una bella ragazza e uno scorfano).

Le jardin: a mio parere uno dei ristoranti più belli di Marrakech. Cibo abbastanza buono, possibilità di consumare alcolici, location fantastica. Prezzi onesti.

Terrasse des epices: turistica. Punto.

Nomad: un buon ristorante con una gran varietà di piatti vegetariani. Ho mangiato davvero un ottimo hamburger. Prezzi nella norma.

Souk Cafe: ottima per sorseggiare un tè o un caffè. Rilassante.

Mamma Mia: Se ne avete abbastanza di cucina marocchina, Mamma Mia è un ottimo posto per gustare una pizza come Dio comanda, prosciutto san daniele e una birretta. Ogni tanto ci sta.

Limoni: Ristorante italiano che da poco ha cambiato gestione. Il cuoco è un romano de roma molto simpatico. I piatti italiani che propongono sono davvero buoni e i prezzi ragionevoli.

Azar: ristorante libanese. Buttatevi direttamente sugli antipasti, veramente gustosi, e sui dessert. Non rimarrete delusi. Evitate i cocktail che sono annacquati. Spettacolo di danza del ventre moooolto interessante.

Katzura: Volete mangiare sushi e thai? È il posto giusto. Una grande scelta di piatti, servizio cordiale e prezzi più che accettabili.

Al Fassia: ci siamo andati a san valentino. La location non mi ha impressionato, le insalate marocchine mi hanno lasciato indifferente ma la spalla di agnello con mandorle davvero da cinque stelle!

Table de Marrakech: Nella norma, servizio un po’ lunghetto

Dejouner a Marrakech: piatti fighettini, non troppo gustosi. Prezzi così così…se non avete alternative…

Amaia: davvero una sorpresa! Piatti di influenza italiana presentati finemente e davvero gustosi, soprattutto le tartare e i carpacci. Prezzi europei.

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The Clock: nel quartiere della Kasbah, un pub hipster davvero carino. Ogni settimana ci sono delle iniziative culturali interessanti e la cucina non è davvero male. Hamburger di cammello: buono!!!

Comptoir Darna: locale davvero chic con piatti particolari e gustosi, vino eccellente, servizio impeccabile. Spettacolo di danza del ventre molto carino e in più verso la mezzanotte c’è la parte disco-bar dove si può sorseggiare un cocktail e fare due salti (ambiente old fashion milano).

Se invece volete fare proprio i viaggiatori indomiti seguite le mie istruzioni. Andate in un formo pubblico e prendete un panino caldo; andate in un “generi alimentari” e prendete del fromage rouge, o il primo che vi ispira; andate in macelleria, dategli il panino e il fromage rouge chiedendogli di riempirlo con la viande hachee (macinato), il garzone vi riempirà il panino con la carne, la insaporirà con le spezie, ci metterà il formaggio e lo riporterà al forno; aspettate 7-10 minuti e avrete il vostro panino marocchino, bello caldo e buonissimo. In tutto questo mettete in conto mezz’ora di pubbliche relazioni per ciascun passaggio.

Direi che è abbastanza. Per la rubrica “cose serie” vi rimando a qualche settimana giusto il tempo di testare altro. Le nostre prossime mete saranno….stay tuned!